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Nella lezione 6, a pagina 15 della relazione nel paragrafo sulla "verifica dei confini" c'è scritto:

È inoltre utile inoltre sottolineare che, seguendo le modalità più corrette dettate dalla letteratura tecnica in materia, quando si sono rilevati più spigoli di uno stesso fabbricato, si è deciso di attribuire agli stessi un differente peso metrico per non dare troppa “gravità” a quell’unico fabbricato al quale appartengono. Si è quindi deciso a priori di attribuire nella colonna “Peso” della tabella di calcolo di cui sopra i seguenti valori:
-- 1.00 ad uno degli spigoli del fabbricato (in genere quello che guarda verso il confine);
-- 0,25 (peso pari a ¼) ai successivi spigoli dello stesso fabbricato;

Vorrei chiedere quale sia la letteratura tecnica da cui è tratto tale specifico metodo di applicazione dei pesi. Tani indicava valori diversi per i pesi del fattore "ripetitività".

Vorrei anche chiedere perchè non vengono applicati i pesi al calcolo del baricentro per la rototraslazione.
Ricostruendo i calcoli ottengo gli stessi risultati solo se uso la media semplice per il calcolo del baricentro(1 mm di differenza). Se uso la media ponderata ottengo invece valori diversi.

Cordialmente

Nella lezione 6, a pagina 15 della relazione nel paragrafo sulla "verifica dei confini" c'è scritto: > È inoltre utile inoltre sottolineare che, seguendo le modalità più corrette dettate dalla letteratura tecnica in materia, quando si sono rilevati più spigoli di uno stesso fabbricato, si è deciso di attribuire agli stessi un differente peso metrico per non dare troppa “gravità” a quell’unico fabbricato al quale appartengono. Si è quindi deciso a priori di attribuire nella colonna “Peso” della tabella di calcolo di cui sopra i seguenti valori: -- 1.00 ad uno degli spigoli del fabbricato (in genere quello che guarda verso il confine); -- 0,25 (peso pari a ¼) ai successivi spigoli dello stesso fabbricato; > Vorrei chiedere quale sia la letteratura tecnica da cui è tratto tale specifico metodo di applicazione dei pesi. Tani indicava valori diversi per i pesi del fattore "ripetitività". Vorrei anche chiedere perchè non vengono applicati i pesi al calcolo del baricentro per la rototraslazione. Ricostruendo i calcoli ottengo gli stessi risultati solo se uso la media semplice per il calcolo del baricentro(1 mm di differenza). Se uso la media ponderata ottengo invece valori diversi. Cordialmente

Ciao Roberto,

Vorrei chiedere quale sia la letteratura tecnica da cui è tratto tale specifico metodo di applicazione dei pesi. Tani indicava valori diversi per i pesi del fattore "ripetitività".

Sì, in sostanza il riferimento è proprio il Tani sulla ripetitività degli spigoli di uno stesso fabbricato.

Vorrei anche chiedere perchè non vengono applicati i pesi al calcolo del baricentro per la rototraslazione.
Ricostruendo i calcoli ottengo gli stessi risultati solo se uso la media semplice per il calcolo del baricentro(1 mm di differenza). Se uso la media ponderata ottengo invece valori diversi.

Certo che vengono applicati i pesi al calcolo del baricentro. Sei sicuro di aver considerato tutti i punti di inquadramento e non solo quelli visibili nelle slide? Semmai, mandami i tuoi calcoli via email a gianni.rossi@riconfinazioni.it che così verifico.

Ciao Roberto, >Vorrei chiedere quale sia la letteratura tecnica da cui è tratto tale specifico metodo di applicazione dei pesi. Tani indicava valori diversi per i pesi del fattore "ripetitività". Sì, in sostanza il riferimento è proprio il Tani sulla ripetitività degli spigoli di uno stesso fabbricato. >Vorrei anche chiedere perchè non vengono applicati i pesi al calcolo del baricentro per la rototraslazione. >Ricostruendo i calcoli ottengo gli stessi risultati solo se uso la media semplice per il calcolo del baricentro(1 mm di differenza). Se uso la media ponderata ottengo invece valori diversi. Certo che vengono applicati i pesi al calcolo del baricentro. Sei sicuro di aver considerato tutti i punti di inquadramento e non solo quelli visibili nelle slide? Semmai, mandami i tuoi calcoli via email a gianni.rossi@riconfinazioni.it che così verifico.

A presto, geom. Gianni Rossi

Ciao Roberto,
Ho visto che mi ha preceduto nella risposta Gianni,
Per quanto concerne i pesi, volevo dire che il Tani e' stato quello che ha riportato in alcuni testi il concetto di peso, addirittura tra la prima e la seconda edizione del libro ha affinato la tecnica (attribuendo ai punti diversi fattori e pesi differenti) tecnica facilitata dall'uso dei Software.
Il concetto pero' e' quello che nelle riconfinazioni non esiste un "modo operandi" codificato, il tecnico a seconda delle situazioni deve saper fare valutazioni ed applicare le procedure che ritiene piu' corrette, l'importante, a mio parere, e' giustificare le scelte.

Un saluto sergio

Ciao Roberto, Ho visto che mi ha preceduto nella risposta Gianni, Per quanto concerne i pesi, volevo dire che il Tani e' stato quello che ha riportato in alcuni testi il concetto di peso, addirittura tra la prima e la seconda edizione del libro ha affinato la tecnica (attribuendo ai punti diversi fattori e pesi differenti) tecnica facilitata dall'uso dei Software. Il concetto pero' e' quello che nelle riconfinazioni non esiste un "modo operandi" codificato, il tecnico a seconda delle situazioni deve saper fare valutazioni ed applicare le procedure che ritiene piu' corrette, l'importante, a mio parere, e' giustificare le scelte. Un saluto sergio

Sergio Ivaldi

Riprendo questo vecchio post, volendo completare la domanda perchè mi incuriosisce.

Vorrei quindi sapere il perchè dei valori numerici.
Nella lezione sono stati indicati dei pesi:

  • 1,00 ad uno degli spigoli del fabbricato (in genere quello che guarda verso il confine);
  • 0,25 (peso pari a ¼) ai successivi spigoli dello stesso fabbricato;-

Da prassi consolidata pesi si scelgono in modo che siano propoporzionali alla accuratezza del valore a cui sono attribuiti. Se non la si conosce (come nel caso delle mappe catastali) si fanno delle ipotesi, da cui si derivano i pesi.
Quindi vorrei conoscere queste ipotesi in questo caso specifico.

Ringrazio anticipatamente.

Cordialmente,
Roberto

Riprendo questo vecchio post, volendo completare la domanda perchè mi incuriosisce. Vorrei quindi sapere il perchè dei valori numerici. Nella lezione sono stati indicati dei pesi: - 1,00 ad uno degli spigoli del fabbricato (in genere quello che guarda verso il confine); - 0,25 (peso pari a ¼) ai successivi spigoli dello stesso fabbricato;- Da prassi consolidata pesi si scelgono in modo che siano propoporzionali alla accuratezza del valore a cui sono attribuiti. Se non la si conosce (come nel caso delle mappe catastali) si fanno delle ipotesi, da cui si derivano i pesi. Quindi vorrei conoscere queste ipotesi in questo caso specifico. Ringrazio anticipatamente. Cordialmente, Roberto

Ciao Roberto,
come scriveva Sergio nel post dell'epoca, non sempre nelle riconfinazioni i pesi si scelgono solo in funzione dell'attendibilità stimata per il punto, a volte si adottano anche criteri diversi.
Uno dei criteri più importanti, ad esempio, è quello di valutare il grado di affinità del punto di appoggio rispetto ai punti di confine, cioè, come viene definita in gergo, la sua "parentela" con il confine stesso. Vale a dire che un punto di appoggio per il quale si riesca ragionevolmente a dedurre (o a stabilire con certezza nel caso si trovino gli abbozzi di campagna) che in fase di impianto fu rilevato dalla stessa stazione di poligonale (o quanto meno dalla stessa poligonale) ha ovviamente un peso molto maggiore di altri punti che non presentano tale affinità. Questo perché quel punto ha avuto la stessa genesi del confine.
Nel caso di quella lezione (per chi lo ha frequentato, il corso era “Tecniche di rilievo per lavori catastali e di riconfinazione” e la lezione la n. 6 del 06/12/2016), il criterio adottato è stato quello della "ripetitività" insegnata dal Tani, nel senso che, se si sono presi tutti gli spigoli di un fabbricato, non è del tutto corretto considerarli tutti allo stesso peso perché così facendo si dà troppa "gravità" a quel fabbricato che è comunque un elemento univoco.
Ad esempio se hai un fabbricato la cui forma presenta 6 spigoli e li rilevi tutti e 6, e poi hai soltanto altri due punti di appoggio, di fatto il tuo poligono di inquadramento è assimilabile a un triangolo. Ma se poi tieni tutti e 6 gli spigoli del fabbricato senza abbassare gli scarti, quel fabbricato influenzerà il calcolo in misura preponderante, pur essendo di fatto uno dei soli tre vertici del triangolo.
Nel caso di quella lezione, quindi, è stata fatta la scelta di tenere solo uno degli spigoli a peso 1 abbassando gli altri a 0.25
Spero che quanto sopra possa risultare sufficientemente chiaro.

Ciao Roberto, come scriveva Sergio nel post dell'epoca, non sempre nelle riconfinazioni i pesi si scelgono solo in funzione dell'attendibilità stimata per il punto, a volte si adottano anche criteri diversi. Uno dei criteri più importanti, ad esempio, è quello di valutare il grado di affinità del punto di appoggio rispetto ai punti di confine, cioè, come viene definita in gergo, la sua "parentela" con il confine stesso. Vale a dire che un punto di appoggio per il quale si riesca ragionevolmente a dedurre (o a stabilire con certezza nel caso si trovino gli abbozzi di campagna) che in fase di impianto fu rilevato dalla stessa stazione di poligonale (o quanto meno dalla stessa poligonale) ha ovviamente un peso molto maggiore di altri punti che non presentano tale affinità. Questo perché quel punto ha avuto la stessa genesi del confine. Nel caso di quella lezione (per chi lo ha frequentato, il corso era “Tecniche di rilievo per lavori catastali e di riconfinazione” e la lezione la n. 6 del 06/12/2016), il criterio adottato è stato quello della "ripetitività" insegnata dal Tani, nel senso che, se si sono presi tutti gli spigoli di un fabbricato, non è del tutto corretto considerarli tutti allo stesso peso perché così facendo si dà troppa "gravità" a quel fabbricato che è comunque un elemento univoco. Ad esempio se hai un fabbricato la cui forma presenta 6 spigoli e li rilevi tutti e 6, e poi hai soltanto altri due punti di appoggio, di fatto il tuo poligono di inquadramento è assimilabile a un triangolo. Ma se poi tieni tutti e 6 gli spigoli del fabbricato senza abbassare gli scarti, quel fabbricato influenzerà il calcolo in misura preponderante, pur essendo di fatto uno dei soli tre vertici del triangolo. Nel caso di quella lezione, quindi, è stata fatta la scelta di tenere solo uno degli spigoli a peso 1 abbassando gli altri a 0.25 Spero che quanto sopra possa risultare sufficientemente chiaro.

A presto, geom. Gianni Rossi

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