Ciao a tutti,

nella rototraslazione ai minimi quadrati che si applica nella ricostruzione di linee catastali per sovrapporre la mappa al rilievo, gli scarti sui punti di inquadramento vengono calcolati, di norma, quale differenza tra le coordinate del rilievo rototraslato rigidamente sulla mappa e quelle originarie prelevate dalla mappa stessa dopo averla opportunamente georeferenziata.

Preciso due espressioni usate nella frase qui sopra:

1) “rilievo rototraslato rigidamente” significa che il rilievo viene semplicemente traslato e ruotato per assumere le coordinate cartografiche, ma la sua geometria rimane del tutto inalterata. Viceversa, la mappa viene variata di scala per adattarla alla realtà (vedi oltre).

2) “di norma” (riferito al calcolo degli scarti) significa che gli scarti calcolati in questo modo (per semplice differenza tra le coordinate rototraslate e quelle originarie di mappa) sono detti “scarti lineari” e sono quelli che, da una mia ricerca in letteratura tecnica, venivano usati anche dai maestri del passato (Tani e Costa). In realtà, gli scarti veri e propri della rototraslazione ai minimi quadrati sarebbero gli “scarti quadratici”, cioè quelli i cui valori elevati al quadrato vengono minimizzati dal calcolo stesso. Ma questa distinzione non ha grande importanza perché gli scarti lineari forniscono comunque la discordanza mappa-rilievo, ed anzi, sono più intuitivi proprio perché corrispondono esattamente alla differenza tra le coordinate.

Come dicevo sopra, nella ricostruzione di linee catastali, alla mappa viene applicata la variazione di scala (risultante dalla rototraslazione) per adattare la mappa alla realtà. Questa operazione viene compiuta in ottemperanza al principio che, se la mappa risulta dilatata o rimpicciolita rispetto alla realtà, va opportunamente riadattata in modo che la posizione del confine ricostruito (prelevato in mappa) sia corretta.

Finora, tuttavia, nel mio software Geocat, ma anche in altri che, a mia conoscenza, calcolano la rototraslazione ai minimi quadrati, gli scarti venivano comunque calcolati a partire dalle coordinate di mappa originarie, senza cioè applicare alle stesse la variazione di scala. Questa impostazione deriva dalla considerazione che quelli sono gli scarti effettivi dei punti di inquadramento tra mappa e realtà. Ed è ovviamente una considerazione corretta.

Tuttavia, la considerazione da fare è che, se noi variamo di scala la mappa, e quindi la alteriamo per adattarla alla realtà, gli scarti da considerare sono quelli post-variazione. Mi spiego meglio con un esempio volutamente banale di un quadrato con questi parametri: nel rilievo il quadrato è di 110 x 110 mt, ha origine locale sul vertice 100 ed ha un orientamento ruotato di 30g rispetto al Nord mappa. Nella mappa il quadrato è di 100 x 100 mt, ha il vertice 100 alle coordinate fittizie 500, 500 ed è orientato sul Nord cartografico:

58263936ba7b5.jpg

La rototraslazione di cui sopra ha quindi questi dati di partenza (dove Est/Nord ril. sono le coordinate del rilievo e Est/Nord cart. Sono invece le coordinate cartografiche):

58263943da576.jpg

Eseguendo il calcolo della rototraslazione senza applicare la variazione di scala alla mappa, si ottengono questi risultati:

5829921252afa.png

Dove:

  • Est/Nord cart. sono le coordinate originali di mappa.
  • Est/Nord sc. sono le coordinate di mappa variate di scala.
  • Est/Nord ric. sono le coordinate ricalcolate del rilievo rototraslato.

Ovviamente, non avendo applicato alla mappa alcuna variazione di scala, le coordinate originali di mappa e quelle scalate coincidono e gli scarti sono quelli effettivi, cioè 5 mt per ciascun vertice del quadrato nelle due direzioni.

Calcolando invece la rototraslazione con l’applicazione della variazione di scala, i risultati diventano:

5829935fb0b61.png

Cioè le coordinate di mappa scalate coincidono con quelle rototraslate del rilievo e gli scarti si azzerano.

Naturalmente questo avviene perché in questo caso le due figure mappa/rilievo sono perfettamente conformi (cioè due quadrati). Nei casi reali ovviamente questa coincidenza non si verifica e gli scarti non si azzerano perché i due poligoni di inquadramento (mappa e realtà) non sono conformi (cioè non hanno la stessa forma). Tuttavia, come è facile intuire, gli scarti si abbassano notevolmente, proprio perché non vengono calcolati sulle coordinate mappa originarie ma su quelle successive all’adattamento della mappa alla realtà.

A pensarci bene, quindi, ritengo di poter affermare che gli scarti da esporre in una perizia di riconfinazione siano proprio questi ultimi, e questo non può che rivelarsi utile perché dimostra sicuramente una maggior cura e precisione adottata dal tecnico.

Mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione in merito.

Ciao a tutti, nella rototraslazione ai minimi quadrati che si applica nella ricostruzione di linee catastali per sovrapporre la mappa al rilievo, gli scarti sui punti di inquadramento vengono calcolati, di norma, quale differenza tra le coordinate del rilievo rototraslato rigidamente sulla mappa e quelle originarie prelevate dalla mappa stessa dopo averla opportunamente georeferenziata. Preciso due espressioni usate nella frase qui sopra: 1) “rilievo rototraslato rigidamente” significa che il rilievo viene semplicemente traslato e ruotato per assumere le coordinate cartografiche, ma la sua geometria rimane del tutto inalterata. Viceversa, la mappa viene variata di scala per adattarla alla realtà (vedi oltre). 2) “di norma” (riferito al calcolo degli scarti) significa che gli scarti calcolati in questo modo (per semplice differenza tra le coordinate rototraslate e quelle originarie di mappa) sono detti “scarti lineari” e sono quelli che, da una mia ricerca in letteratura tecnica, venivano usati anche dai maestri del passato (Tani e Costa). In realtà, gli scarti veri e propri della rototraslazione ai minimi quadrati sarebbero gli “scarti quadratici”, cioè quelli i cui valori elevati al quadrato vengono minimizzati dal calcolo stesso. Ma questa distinzione non ha grande importanza perché gli scarti lineari forniscono comunque la discordanza mappa-rilievo, ed anzi, sono più intuitivi proprio perché corrispondono esattamente alla differenza tra le coordinate. Come dicevo sopra, nella ricostruzione di linee catastali, alla mappa viene applicata la variazione di scala (risultante dalla rototraslazione) per adattare la mappa alla realtà. Questa operazione viene compiuta in ottemperanza al principio che, se la mappa risulta dilatata o rimpicciolita rispetto alla realtà, va opportunamente riadattata in modo che la posizione del confine ricostruito (prelevato in mappa) sia corretta. Finora, tuttavia, nel mio software Geocat, ma anche in altri che, a mia conoscenza, calcolano la rototraslazione ai minimi quadrati, gli scarti venivano comunque calcolati a partire dalle coordinate di mappa originarie, senza cioè applicare alle stesse la variazione di scala. Questa impostazione deriva dalla considerazione che quelli sono gli scarti effettivi dei punti di inquadramento tra mappa e realtà. Ed è ovviamente una considerazione corretta. Tuttavia, la considerazione da fare è che, se noi variamo di scala la mappa, e quindi la alteriamo per adattarla alla realtà, gli scarti da considerare sono quelli post-variazione. Mi spiego meglio con un esempio volutamente banale di un quadrato con questi parametri: nel rilievo il quadrato è di 110 x 110 mt, ha origine locale sul vertice 100 ed ha un orientamento ruotato di 30g rispetto al Nord mappa. Nella mappa il quadrato è di 100 x 100 mt, ha il vertice 100 alle coordinate fittizie 500, 500 ed è orientato sul Nord cartografico: ![58263936ba7b5.jpg](serve/attachment&path=58263936ba7b5.jpg) La rototraslazione di cui sopra ha quindi questi dati di partenza (dove Est/Nord ril. sono le coordinate del rilievo e Est/Nord cart. Sono invece le coordinate cartografiche): ![58263943da576.jpg](serve/attachment&path=58263943da576.jpg) Eseguendo il calcolo della rototraslazione senza applicare la variazione di scala alla mappa, si ottengono questi risultati: ![5829921252afa.png](serve/attachment&path=5829921252afa.png) Dove: - _Est/Nord cart._ sono le coordinate originali di mappa. - _Est/Nord sc._ sono le coordinate di mappa variate di scala. - _Est/Nord ric._ sono le coordinate ricalcolate del rilievo rototraslato. Ovviamente, non avendo applicato alla mappa alcuna variazione di scala, le coordinate originali di mappa e quelle scalate coincidono e gli scarti sono quelli effettivi, cioè 5 mt per ciascun vertice del quadrato nelle due direzioni. Calcolando invece la rototraslazione con l’applicazione della variazione di scala, i risultati diventano: ![5829935fb0b61.png](serve/attachment&path=5829935fb0b61.png) Cioè le coordinate di mappa scalate coincidono con quelle rototraslate del rilievo e gli scarti si azzerano. Naturalmente questo avviene perché in questo caso le due figure mappa/rilievo sono perfettamente conformi (cioè due quadrati). Nei casi reali ovviamente questa coincidenza non si verifica e gli scarti non si azzerano perché i due poligoni di inquadramento (mappa e realtà) non sono conformi (cioè non hanno la stessa forma). Tuttavia, come è facile intuire, gli scarti si abbassano notevolmente, proprio perché non vengono calcolati sulle coordinate mappa originarie ma su quelle successive all’adattamento della mappa alla realtà. A pensarci bene, quindi, ritengo di poter affermare che gli scarti da esporre in una perizia di riconfinazione siano proprio questi ultimi, e questo non può che rivelarsi utile perché dimostra sicuramente una maggior cura e precisione adottata dal tecnico. Mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione in merito.

A presto, geom. Gianni Rossi

allora la disscussione è interessante ed è sensato quello che dici. secondo me però a livello pratico in una perizia di confine specie se per ctu preferisco non applicare la variazione di scala. preferisco inserire meno alterazioni possibili per non dare possibili appigli giuridici o tecnici alle parti anche in virtù del fatto che nella maggioranza dei casi il risultato dato dalle due opzioni non mi si presenta poi così differente se non a livello di valore dello scarto che come dici diminuisce

allora la disscussione è interessante ed è sensato quello che dici. secondo me però a livello pratico in una perizia di confine specie se per ctu preferisco non applicare la variazione di scala. preferisco inserire meno alterazioni possibili per non dare possibili appigli giuridici o tecnici alle parti anche in virtù del fatto che nella maggioranza dei casi il risultato dato dalle due opzioni non mi si presenta poi così differente se non a livello di valore dello scarto che come dici diminuisce

Ciao Roberto,

secondo me però a livello pratico in una perizia di confine specie se per ctu preferisco non applicare la variazione di scala. preferisco inserire meno alterazioni possibili per non dare possibili appigli giuridici o tecnici alle parti ....

Non applicare la variazione di scala alla mappa è un errore. E, al contrario di quello che dici, se io fossi il tecnico di controparte, magari in una causa giudiziale, avrei invece modo di contestare la tua perizia proprio perché non hai applicato la variazione di scala alla mappa.

Guarda la figura qui sotto: hai due spigoli di fabbricati uniti da una linea retta e il confine che devi determinare parte esattamente dal punto medio di tale congiungente e va verso Sud. Sulla mappa (georeferenziata, cioè rimossa la deformazione) misuri tra i due fabbricati 102 mt con il confine a 51 mt sui due lati. Sul posto tra i due fabbricati misuri 100 mt esatti.

5827107e29468.png

Tu dove pianti il picchetto del confine?

Se non applichi la variazione di scala, lo pianti a 51 mt da un fabbricato e a 49 dall'altro (quotature in rosso). Se invece applichi la variazione di scala, lo pianti a 50 mt da entrambi (quotatura in blu).

Questo per dirti che la variazione di scala va sempre applicata alla mappa per adattarla alla realtà, altrimenti ricostruisci un confine errato.

anche in virtù del fatto che nella maggioranza dei casi il risultato dato dalle due opzioni non mi si presenta poi così differente se non a livello di valore dello scarto che come dici diminuisce

Sì, quanto ho detto nel mio post di prima riguarda solo gli scarti nel senso che questi, se applichi la variazione di scala alla mappa (e, come detto sopra, la dovresti sempre applicare), allora diminuiscono. Può non essere così importante mostrare scarti più bassi, ma secondo me dimostra di aver eseguito un procedimento più corretto.

Ciao Roberto, >secondo me però a livello pratico in una perizia di confine specie se per ctu preferisco non applicare la variazione di scala. preferisco inserire meno alterazioni possibili per non dare possibili appigli giuridici o tecnici alle parti .... Non applicare la variazione di scala alla mappa è un errore. E, al contrario di quello che dici, se io fossi il tecnico di controparte, magari in una causa giudiziale, avrei invece modo di contestare la tua perizia proprio perché non hai applicato la variazione di scala alla mappa. Guarda la figura qui sotto: hai due spigoli di fabbricati uniti da una linea retta e il confine che devi determinare parte esattamente dal punto medio di tale congiungente e va verso Sud. Sulla mappa (georeferenziata, cioè rimossa la deformazione) misuri tra i due fabbricati 102 mt con il confine a 51 mt sui due lati. Sul posto tra i due fabbricati misuri 100 mt esatti. ![5827107e29468.png](serve/attachment&path=5827107e29468.png) Tu dove pianti il picchetto del confine? Se non applichi la variazione di scala, lo pianti a 51 mt da un fabbricato e a 49 dall'altro (quotature in rosso). Se invece applichi la variazione di scala, lo pianti a 50 mt da entrambi (quotatura in blu). Questo per dirti che la variazione di scala va sempre applicata alla mappa per adattarla alla realtà, altrimenti ricostruisci un confine errato. >anche in virtù del fatto che nella maggioranza dei casi il risultato dato dalle due opzioni non mi si presenta poi così differente se non a livello di valore dello scarto che come dici diminuisce Sì, quanto ho detto nel mio post di prima riguarda solo gli scarti nel senso che questi, se applichi la variazione di scala alla mappa (e, come detto sopra, la dovresti sempre applicare), allora diminuiscono. Può non essere così importante mostrare scarti più bassi, ma secondo me dimostra di aver eseguito un procedimento più corretto.

A presto, geom. Gianni Rossi

Ciao a tutti,
se qualcun altro di voi volesse testare questa nuova versione di Geocat (è una pre-release della 4.17 che uscirà in Gennaio 2017) basta che me lo dica qui sul forum, gli invierò il file di aggiornamento.
Tenete presente che per poter avere questa versione occorre possedere (ed avere installato) la 4.15.

Ciao a tutti, se qualcun altro di voi volesse testare questa nuova versione di Geocat (è una pre-release della 4.17 che uscirà in Gennaio 2017) basta che me lo dica qui sul forum, gli invierò il file di aggiornamento. Tenete presente che per poter avere questa versione occorre possedere (ed avere installato) la 4.15.

A presto, geom. Gianni Rossi

ciao Gianni,
vorrei testare la nuova versione di geocat
grazie
luigi cristallini

ciao Gianni, vorrei testare la nuova versione di geocat grazie luigi cristallini

Ciao Gianni
io ho la versione 4.14 non posso aggiornarla alla 4.17 con l'ultimo tuo aggiornamento, giusto?

Saluti cordiali

Ciao Gianni io ho la versione 4.14 non posso aggiornarla alla 4.17 con l'ultimo tuo aggiornamento, giusto? Saluti cordiali

Ciao Fausto,
ti ho inviato via email la 4.15 e l'aggiornamento alla pre-release descritta in questo topic con il calcolo degli scarti post-variazione di scala.

Ciao Fausto, ti ho inviato via email la 4.15 e l'aggiornamento alla pre-release descritta in questo topic con il calcolo degli scarti post-variazione di scala.

A presto, geom. Gianni Rossi

Ciao a tutti,
chi è in possesso della versione 4.15 di Geocat e volesse testare la nuova rototraslazione con il calcolo degli scarti post-variazione di scala (vedi il mio post iniziale), può scaricarsi dal link qui sotto l’aggiornamento (è una pre-release della 4.17 che uscirà ad inizio 2017):

Geocat 4.15.1607

Resto a disposizione qui sul forum per eventuali chiarimenti.

Ciao a tutti, chi è in possesso della versione 4.15 di Geocat e volesse testare la nuova rototraslazione con il calcolo degli scarti post-variazione di scala (vedi il mio post iniziale), può scaricarsi dal link qui sotto l’aggiornamento (è una pre-release della 4.17 che uscirà ad inizio 2017): [Geocat 4.15.1607](http://www.riconfinazioni.it/download/prg/Setup_aggiornamento_Geocat_4.15.1607.exe) Resto a disposizione qui sul forum per eventuali chiarimenti.

A presto, geom. Gianni Rossi

Riporto in alto questo topic a beneficio di Rocco Zaccaria che mi ha posto un quesito su questo argomento.

Riporto in alto questo topic a beneficio di Rocco Zaccaria che mi ha posto un quesito su questo argomento.

A presto, geom. Gianni Rossi

Ciao Gianni, grazie per la tua celerità nel rispondere al mio quesito, la versione che attualmente utilizzo è la 4.15.1616 che sembra successiva a quella da te segnalata 4.15.1607, o sbaglio?
Grazie
5aa94da1f2642.jpg

Ciao Gianni, grazie per la tua celerità nel rispondere al mio quesito, la versione che attualmente utilizzo è la 4.15.1616 che sembra successiva a quella da te segnalata 4.15.1607, o sbaglio? Grazie ![5aa94da1f2642.jpg](serve/attachment&path=5aa94da1f2642.jpg)

Ciao Rocco,
ok, allora il problema non è quello che avevo ipotizzato. Mandami via mail l'intera cartella zippata del Lavoro di Geocat con le indicazioni del rilievo su cui operi e delle operazioni che svolgi, così verifico il tutto.

Ciao Rocco, ok, allora il problema non è quello che avevo ipotizzato. Mandami via mail l'intera cartella zippata del Lavoro di Geocat con le indicazioni del rilievo su cui operi e delle operazioni che svolgi, così verifico il tutto.

A presto, geom. Gianni Rossi

Riporto in cima questo topic a beneficio di un utente di Geocat che mi hanno chiesto lumi sulle coordinate variate di scala.

Riporto in cima questo topic a beneficio di un utente di Geocat che mi hanno chiesto lumi sulle coordinate variate di scala.

A presto, geom. Gianni Rossi

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